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domenica 23 aprile 2023

Stra-vaganza in Provenza a Pasqua con la Popi

 Difficile interessare i bambini ai viaggi?

non se si dorme nella casetta delle fate, o su una chiatta sul canale, se si cammina in un canyon di ocra rossa, o in una miniera circondati da quadri di Van Gogh che cambiano ogni secondo.

Questo e molto altro lo potete trovare in Provenza, regione nel sud est della Francia, molto comoda da 
raggiungere da Torino e dal nord ovest in generale, tra l'altro attraversando paesaggi montani davvero splendidi come la Val di Susa, il Briançonnais, il Sisteron.

Noi, per le vacanze di Pasqua, abbiamo proposto a nostra figlia di 6 anni un viaggio-scoperta di 6 giorni, organizzato all'ultimo come nostro solito e perfezionato strada facendo, aggiungendo anche qualche pizzico di fortuna (non solo per il meteo) e di originalità.

Ne è uscita fuori una Stra-vaganza in Provenza niente male!


Giorno 1 (Torino-Parco del Verdon)

Ci vogliono più di 4 ore di macchina, per cui meglio gustarsi il percorso: meravigliosa la salita al colle 


del Monginevro attraversando la Val di Susa, ammirando le bellissime rocce del Briançonnais e fermandosi per una tappa pic-nic sulle rive del Lago di Serre-Ponçon , per poi proseguire fino a Tallard, ottima per una sosta con i bambini perchè, oltre a un castello da cui si gode di una bellissima vista sulla valle, ha anche un grazioso tranquillo parco giochi proprio vicino al suo cancello. 

E così, si arriva alla location scelta per il nostro primo pernottamento: vogliamo proprio partire col botto e mantenere alto l'entusiasmo della bimba che scopre la Francia per la prima volta, ci fermiamo così alla Ferme de Castellane, nel parco del Verdon, per dormire nientepocodimenoche ... ... ...

nella casetta delle fate!!!

Il campeggio merita, i gestori sono molto disponibili, le soluzioni abitative sono una più originale dell'altra, e per il periodo estivo è presente anche una piscina. 

La casetta delle fate ha conquistato tutti: interamente in legno dentro e fuori, calduccia e accogliente, e ... rigorosamente senza bidet.

Giorno 2 (Verdon-Bonnieux)

Il mattino siamo partiti con molta calma, è stato difficile lasciare la nostra casetta e ce la siamo presa comoda, coccolati dal caffè offerto dai gestori. 

La prima tappa era il lago di Sainte-Croix: per arrivarci la strada è spettacolare, si passa in gole strette, con la montagna 'tagliata' apposta per far passare le due piccole corsie, panorama mozzafiato garantito da ammirare in piazzole di sosta. Dove il fiume incontra il lago è d'obbligo scendere vicino all'acqua e noleggiare i pedalò con cui addentrarsi nelle gole del Verdon: in 30 min di pedalata c'è tutto il tempo per andare e tornare con calma. 

Sulla sponda a nord, vicino al parcheggio del noleggio pedalò, c'è un piccolo tavolino da pic-nic semi-nascosto: se avete la fortuna di trovarlo libero potete mangiare i vostri panini all'ombra e con una vista fantastica del lago, dopodichè la spiaggetta sarà tutta dei bimbi!

Terminata l'esperienza del lago è il momento di gustare una buona crepe francese: 
il paesino di Moustiers-Sainte-Marie è da non perdere, noi siamo rimasti senza parole. 

Lì troverete diverse buone creperie, ristoranti, bar, ma soprattutto un paesaggio davvero unico. Se avete tempo (e gambe) salite fino alla cappella.

Bene, ora siamo pronti per scendere in pianura, tra i campi di lavanda (purtroppo al momento non ancora in fiore).

I nostri prossimi tre pernottamenti saranno al Residence Odalys les 4 Soleils a Bonnieux :


una scelta ottima come base per visitare i paesini attorno, nel confort di appartamenti spaziosi, nel verde, e con una comoda piscina per far divertire i bambini (riscaldata), un piccolo parco giochi, e nel nostro caso una vista spettacolare direttamente sui campi di lavanda e il paesino di Bonnieux, arroccato poco più avanti.


Giorno 3 (Roussillon)  

L'attività di oggi è quella che documentandomi sui vari blog e siti per organizzare la vacanza mi aveva attirata di più: il sentiero dell'ocra 


Vestiti con abbigliamento e scarpe 'sporcabili' (e un opportuno cambio per la bimba) ci dirigiamo quindi a Roussillon dove proprio all'imbocco del paese inizia il sentiero: un ingresso a pagamento (3 €, solo per gli adulti) e si passeggia in un ambiente surreale, tra sabbia rossa che sporca qualsiasi cosa, panorama stile Monument Valley, rocce a strapiombo, bosco fitto. Ci sono due percorsi, tutti accessibili ai bambini che camminano da soli: il più breve dura una mezz'oretta, anche meno, il più lungo arriva fino ad altre rocce poco più lontane, e secondo me tanto vale fare il percorso più lungo. Il posto più panoramico è quello che si vede in tutte le foto, e si trova subito all'inizio, nel resto del sentiero ci sono degli affacci sulle rocce, e non più la spianata di sabbia che si trova all'inizio, ma è una bella esperienza comunque.

Terminato il giro nel sentiero è d'obbligo un giretto nel paese di Roussillon, che deve il suo nome alla pietra rossa con cui sono costruite le case. E' molto turistico, ma nel periodo pasquale tutto sommato è visitabile senza troppa folla, trovando anche posto nei vari café.

Dopo di che, per continuare sul tema dell'ocra, il nostro programma prevedeva la visita alla miniera d'ocra di Bruoux, ma una volta arrivati lì ci hanno informati che erano al completo per la giornata:
le visite sono tutte guidate, e quindi i posti limitati. Per fortuna ci fermavamo anche l'indomani, abbiamo quindi prenotato per il mattino seguente e siamo tornati al residence a fare i compiti (finita la pacchia con le elementari) e sguazzare in piscina.


Giorno 4 (Miniere Bruoux-Isle sur la Sorgue)


L'indomani in perfetto orario ci presentiamo all'ingresso delle miniere: la visita è in francese, e per chi non lo conosce sono disponibili dei tablet con le spiegazioni nelle varie lingue. 

Il personale è gentilissimo, ci guida dentro la miniera, ormai in disuso e molto particolare, ci spiega tutto dell'ocra, dei suoi colori, tocchiamo con mano polvere di ocra gialla e rossa, ammiriamo i grandi passaggi scavati nella roccia, come un enorme labirinto, le pozze sotterranee, le coltivazioni di champignon. Sembra incredibile pensare che sotto la montagna sia stato scavato tutto questo.



Dopo aver preso un immancabile ricordino di acquerelli a base d'ocra, procediamo con la tappa successiva: 

il bellissimo paese di Isle-sur-la-Sorgue, con i suoi canali, i suoi mulini, i suoi brocantes.

Lungo i canali moltissimi negozi di antiquariato, modernariato, accessori stranissimi per la casa, oltre che una marea di ristorantini, bar e café. 



Dopo aver ispezionato ogni viuzza (ed essere entrata in ogni negozietto) si è fatta ormai sera.

Ci spostiamo quindi nell'ultima tappa della giornata, e di questa parte della vacanza: il piccolissimo paesino di Lacoste, dove si trova il castello del mitico marchese de Sade. Lo visitiamo ormai in notturna, il paesino è suggestivo, tutto arroccato, con case in pietra e stradine strette. Nessuno in giro a parte qualche ragazzo del luogo. Chiudono le botteghe degli artigiani, 


chiudono le gallerie d'arte. Il paesino ha un'aria spettrale: provo a camminare fino al castello (io, perchè la bambina si è già ritirata in auto con il suo papà, aveva 'paura'), ma a un certo punto finisce l'illuminazione, davanti a me, sotto le mura del castello, solo una porta aperta su uno spazio completamente buio... no, direi che è il momento di rientrare anche per me.


Giorno 5 (Les Baux-de-Provence--Arles)

E' arrivato il momento di lasciare il nostro residence. Siamo stati bene, era molto comodo e aveva tutto quello che ci serviva, soprattutto una comoda cucina: la formula di scegliere alloggi con cucina si è rivelata ottima per evitare di mangiare sempre fuori, risparmiando e permettendoci di goderci di più i posti scelti per i nostri pernottamenti.

Il nostro viaggio procede verso sud, verso un ultimo pernottamento che si rivelerà essere la 'chicca' della nostra Stra-vaganza...


ma prima una tappa per assistere al meraviglioso spettacolo al Carriere des Lumières à Les-Baux-de-Provence: il paesaggio cambia, la roccia cambia, niente più ocra, niente più rosso e nemmeno giallo, ora siamo nel bianco più bianco. La bauxite. Le miniere di bauxite sono enormi, i blocchi sono estratti in dimensioni giganti, tanto da lasciare le pareti che sembrano schermi tagliati con dei raggi laser. E proprio in una miniera abbandonata è stato allestito lo spettacolo des Lumières: proiezioni di quadri famosi accolgono i visitatori all'interno di ogni parete della miniera, ti accerchiano accompagnate dalla musica, sono anche sul soffitto, e sul pavimento, le immagini si muovono, i personaggi si muovono, si è completamente immersi nell'arte. Davvero da non perdere.

Poco dopo la miniera, il paese di Les-Baux-de-Provence è un'altra tappa obbligata: tutto pedonale, con le sue case in pietra è una bomboniera da gustare passeggiando lentamente, su fino alla spianata del castello da cui si vede un panorama vastissimo.


Siamo ormai al pomeriggio, e, data la particolarità del nostro prossimo luogo di pernottamento, decidiamo di andarci subito: dormiremo su una peniche sul canale di Arles!

Dopo qualche difficoltà a trovare la nostra barca (non è che proprio sui fiumi ci siano le porte con i numeri civici), finalmente la vediamo.

E' proprio come in foto, è sicuramente lei!

I proprietari non ci sono, siamo arrivati troppo presto, tanto vale fare un giro a Arles e tornare dopo.

La città è a due passi, ma c'è qualcosa di strano: 

ci sono transenne di ferro lungo tutta la via principale.


Leggiamo i manifesti: è il periodo delle corride di Pasqua!

Ci fermiamo a prendere una crepe a un chiosco nella via transennata, sembra tutto già finito, in fondo è la sera dell'ultimo giorno, probabilmente stanno smontando tutto. Invece verso le 18:30 la strada si anima, la polizia locale incatena meglio gli sbarramenti, arriva la banda, arrivano gruppi di ragazzi del posto, alcuni con bandane rosse in testa... e poi arrivano i tori! Corrono liberi nelle strade guidati da donne a cavallo, e uomini e ragazzi del posto gli corrono dietro, cercando di far rallentare il toro, a volte riescono a buttarlo a terra, il più delle volte si fanno male e escono dalle transenne doloranti.

Che spettacolo particolare!

E' la rappresentazione dei 'abrivados' e 'bandidos', cioè i momenti in cui i tori venivano accompagnati dai campi alla città per partecipare alle corride, (e quindi i padroni e i contadini cercavano di trattenerli) e poi tornavano nei campi. 

Dopo questa interessante e inaspettata sorpresa, torniamo alla nostra chiatta dove nel frattempo sono 
arrivati i proprietari, e possiamo entrare nella nostra stanza: è 

proprio la stanza del timone, con anche una cucina, il bagno, e un comodissimo letto! Staremo benissimo! 

Ci prepariamo una buona cenetta che consumiamo ovviamente a bordo, e poi buonanotte!


Giorno 6 (Arles-Torino)

Svegliarsi in mezzo al canale è meraviglioso. La barca non si muove per nulla e abbiamo dormito benissimo.

I padroni di casa ci hanno lasciato appeso fuori dalla cabina un 


sacchetto di pain au chocolat e croissant, che carini! Così possiamo far colazione (e i compiti) guardando il canneto e sbirciando dalla cabina di comando. 




Poi, approfittando della gentilezza dei padroni di casa che ci hanno lasciato a disposizione le biciclette, proviamo a raggiungere il mare della Camargue.... ma è decisamente troppo lontano, e ci aspettano 5 ore di strada per rientrare a Torino, per cui, a malincuore, dobbiamo lasciare la peniche e ripartire. 



Tuttavia, prima di lasciare definitivamente (per ora) la Francia, scegliamo di fare una tappa a Aix-en-Provence, in fondo non abbiamo ancora visitato una cittadina.

La città è meravigliosa, molto viva, turistica, universitaria, con fantastici negozietti in stile provenzale, ma anche boutique di moda e gallerie d'arte... bisognerebbe rimanerci molto di più, ma abbiamo solo tempo per una veloce crepe: ci fermiamo da Crespella-bar-à-crepes e devo dire che non potevamo fare scelta migliore. Delle eccellenti crepes salate e dolci per rientrare a casa con ancora il sapore della Francia.




martedì 13 agosto 2019

Progetto vacanza in Costa Azzurra : risorse aggiuntive necessarie



Progetto:  Divertente estate 2019 con bimba di due anni e mezzo


Obiettivo: passare 15 giorni al mare con una vivacissima bimba di due anni e mezzo, divertendosi, ballando , giocando, abbronzandosi, mangiando, dormendo e facendo qualcosa di culturale e/o sportivo

Località selezionata:
Mandelieu la Napoule, presso Zenitude Hotel-Résidence Mandelieu Confort - Appart Hotel

Percentuale di realizzazione obiettivo al termine dei lavori: 20%

Risorse aggiuntive necessarie: nonni a tempo pieno per il 40% del progetto

Ostacoli al successo (in ordine di impatto sul risultato):

1° : Cambio gestione presso Zenitude Hotel-Résidence. ZERO animazione, ZERO attività sportive, ZERO musica , nonostante ingannevoli fotografie sui principali siti di prenotazione on line - NdA: immagini a oggi già strategicamente rimosse dalla struttura ma ben presenti al momento della prenotazione

2° : Attacco di mammite acuta di un componente del gruppo di progetto. Misura d'emergenza adottata --> vedi Risorse aggiuntive necessarie

3° : Segni evidenti di Paura della sabbia di un componente del gruppo di progetto: Misura d'emergenza adottata --> piscina al mattino, piscina a mezzogiorno, piscina al pomeriggio, piscina prima della nanna, piscina dopo la nanna, piscina al posto della nanna + Risorse aggiuntive necessarie

4° Totale assenza di attività ricreative in zona: Misure adottate --> spostamento sporadico serale del gruppo di progetto a Théoule sur mer, Saint Raphael, Cannes ...


Risorse locali a supporto (in ordine di impatto sul risultato):

1° Chilometri di spiaggia libera a parcheggio gratuito e mare splendido: identificabili dai tutti identici Snack-Chiosco a numero progressivo da Cannes a Mandelieu , anche per brevi soste causa Paura della Sabbia

2° Piscine del Zenitude e spazi esterni all'appartamento: a seconda dell'ubicazione dell'alloggio. NdA. Va a fortuna. Per noi, almeno in questo, è un grosso si.


3° Castello 'umormistico' di Mandelieu la Napoule. Residenza surreale del fu Henry Clews: 'Grande Cavaliere della Mancha, Supremo Master degli Humormistici, Castellano del C'era una volta, Cavaliere della sua Marie'

Per i bambini una divertente caccia al tesoro letteraria tra i cespugli del giardino


4° Calette e spiagge di Théoule sur Mer: mare per tutti i gusti, calette di sabbia, ciottoli o rocce, acqua azzurrissima, porticciolo, romantica passeggiata Pradayrol passeggino-friendly con ristorantini e chioschi sulla sabbia.








Report di fine progetto: nonostante una calendarizzazione e organizzazione attenta , non si è tenuto opportunamente conto dei rischi legati alle contingenze locali e personali: la nuova gestione della sede di progetto e la sua localizzazione all'estero non hanno permesso il raggiungimento nemmeno nei livelli minimi attesi di socializzazione.
Le procedure di emergenza adottate si sono rivelate molto efficaci per garantire il raggiungimento almeno degli obiettivi minimi, ma rendono evidente la necessità per progetti futuri di una migliore verifica dei requisiti delle sedi di progetto.


Si ringraziano di cuore i nonni, senza il cui intervento i livelli di stress vacanza-correlati avrebbero raggiunto valori critici.




mercoledì 31 agosto 2016

Croazia (19 giorni) - Agosto



Il problema di organizzare un viaggio in Croazia in auto di due settimane è che TUTTI sono già stati in Croazia in auto per due settimane, e a chiunque chiederete consigli, tappe imperdibili, suggerimenti di itinerario, vi dirà cose completamente diverse.... che andranno da

'se volete vedere le isole, in due settimane non vedetene più di due'
'dovete scegliere, o vedete le città, o vedete le isole, o vedete i parchi'

a

'Agosto è un mese IMPOSSIBILE per la Croazia, non riuscirete a muovervi dal traffico e vi stresserete soltanto'
'Scendere fino a Dubrovnik non vale la pena, è troppo lontano e non ci arriva l'autostrada'
'...'

conclusione:
dopo svariati tentativi di abbozzare un itinerario che comprendesse un po' di città, un po' di mare, un po' di isole e un po' di parchi, con comprensibili momenti di relax/sport in spiaggia... ci abbiamo rinunciato ... e siamo partiti prenotando solo la prima tappa: a Krk città per 3 notti.
E via.

Ecco come è andata,
ma prima:


Brevi note per chi non è mai stato in Croazia (come me), non ne sa nulla (come me) e quest'anno parte essendosi documentato pochissimo (come me):

1. La Croazia non è direttamente collegata all'Italia, bisogna attraversare un pezzettino minuscolo di Slovenia, e se lo si fa in autostrada è obbligatorio rischio multa (sicura e garantita)  pagare una 'vignetta' adesiva da attaccare al vetro dell'auto alla modica (si fa per dire) cifra di 15€ a settimana. Il che nel nostro caso vuole dire sfruttare solo per un tratto che richiederà mezz'ora di viaggio.
Decisamente uno spreco.
Quindi...
la soluzione è EVITARE QUEL TRATTO DI AUTOSTRADA così:

Dopo Trieste  uscire dall'autostrada a Padriciano-Basovizza, e poi seguire le indicazioni per Rijeka (Fiume) passando per Pesek. Per arrivare a Rijeka (Fiume) la strada si reimmetterà in una autostrada, ma già in territorio Croato, per cui non vi preoccupate: in Croazia i pedaggi si pagano ai caselli così come in Italia (tra l'altro Bancomat e Carte di Credito sono accettate in tutti i caselli)

2. La Croazia fa parte dell' Unione Europea (quindi no dogana e si circola con la carta d'identità italiana) ma ha mantenuto la sua moneta locale: le Kuna (da noi subito ribattezzate 'cucuzze')

(si, la tabellina del 7 vi sarà molto comoda, ripassatela)

banchi di cambio valuta sono disponibili in ogni dove, oppure potete prelevare comodamente dai bancomat, che hanno tutti l'impostazione multilingua tra cui l'italiano.



3. In Croazia non c'è la sabbia. In compenso il mare è limpidissimo, la gente ama stare all'ombra nelle pinete, e se ne frega dell'abbronzatura (tanto sono quasi tutti bianchissimi e non si abbronzerebbero comunque).
Per stare al sole ci si sdraia dove si riesce: sulle rocce, su appositi terrazzamenti in cemento, sui marciapiedi (fate come loro: compratevi un materassino pieghevole e diventerà presto il vostro inseparabile compagno di vacanza, come le indispensabili scarpette da scoglio).
In 'spiaggia' troverete grandissimi segni di civiltà, come i paraventi per cambiarsi, comode scalette per accedere all'acqua, docce e rubinetti di acqua potabile gratuita, e anche sedie ascensori per permettere ai disabili di fare il bagno.

4. La sigla della Croazia, che ritroverete su ogni auto e in ogni targa, è HR (no, non è l'Ungheria, e sta per Croazia in croato ossia Republika
Hrvatska). La lingua è incomprensibile, ma con l'inglese o in molti casi l'italiano dovreste riuscire a cavarvela quasi ovunque.

5. Le città croate hanno ovviamente nomi croati, che non assomigliano manco-pe'-gniente a quelli che siamo abituati a usare in Italia, quindi dovrete farci l'abitudine: Fiume diventa Rijeka, Ragusa diventa Dubrovnik, Veglia diventa Krk e così via...

6. La Croazia è piena di isole: si raggiungono con traghetti dalle principali città e un paio con dei comodi ponti (Krk/Veglia e Pago/Pag per esempio). Per girarle serve l'auto, perchè i trasporti pubblici sono scarsissimi. Quindi o traghettate con l'auto, e in quel caso, anche in giornata, potete girare qualche spiaggia diversa (ma i traghetti che trasportano l'auto ci mettono di più perchè sono più grandi e lenti) (noi abbiamo fatto così per Cres e Brac) o raggiungete l'isola senza auto con i traghetti veloci e i catamarani, ovvio che così in giornata potrete giusto visitare la città/porto di arrivo e la sua spiaggia (noi abbiamo fatto così per Hvar/Lesina).

7. Per alloggiare è pieno di privati che affittano camere, appartamenti interi o direttamente vi lasciano casa loro trasferendosi a vivere da parenti per i mesi estivi pur di non perdersi questa imperdibile (nonché spesso unica) fonte di reddito. Questo fa si che si entri molto in contatto con la vita locale, le loro abitudini e il loro stile. Sono in linea di massima molto gentili e accoglienti.
Noi abbiamo prenotato tutto su booking direttamente man mano in loco, ma, per chi ama ancora di più l'improvvisazione, ovunque ci sono cartelli di Apartmani in affitto con relativi numeri di telefono e allo sbarco dei traghetti molti proprietari aspettano possibili ospiti per proporre la loro casa.
Alloggiare negli alberghi è mediamente molto più caro, e secondo me toglie molto all'aspetto 'culturale' della vacanza.

preso nota?
bene, ora possiamo partire per il nostro viaggio:


Pljukanci
Giorno 1 - Viaggio Torino-Krk/Veglia (3 notti a Krk città) - alloggio presso Guest House Tonica

Krk è la prima isola della Croazia, è comodamente raggiungibile tramite un ponte (con pedaggio di attraversamento) e il tragitto da Torino non richiede più di 8 ore traffico permettendo, motivo per cui è stata scelta come prima tappa.
Il paese più grande, e comodo come base dove alloggiare,  è Krk/Veglia: ha un centro storico molto carino, spiagge di roccia e pinete piacevoli e alcuni ristorantini niente male. E' una tappa spesso tenuta fuori dalle principali guide turistiche, ma può valere la pena comunque.
Arrivando la sera potete fare una passeggiata in centro e sul lungo mare, e assaggiare il porcetto locale, che cuoce allo spiedo in vere e proprie 'casette-forno'







Giorno 2 - Visita Krk città e spiagge

Blitva
A Krk ci sono due principali zone spiaggia: a destra e a sinistra del centro storico. Sono di roccia entrambe, ed entrambe provviste di pineta. Si può fare il mattino una e il pomeriggio l'altra.
Per la cena ottima la

Krchkih Iseljenika 8, Krk 51500, Croazia

dove potrete gustare i Pljukanci (pasta tipo fileja calabresi) di solito serviti con un sugo che sembra spezzatino con tanto di salsina, e l'immancabile Blitva (bietola) di solito servita con patate bollite e più o meno aglio.
Per il dopo cena è molto carino prendere un cocktail comodamente sdraiati nel Lounge Bar di Punta di Galleto.









Valbiska
Giorno 3  - gita in giornata all'isola di Cres

A Cres non ci sono mezzi pubblici, indispensabile andarci in auto (come tra l'altro consigliano anche all'ufficio del turismo).
Il traghetto si prende a Valbiska, un piccolo porto a 15 min da Krk dove c'è SOLO la banchina del traghetto (non aspettatevi il paese): informatevi bene sugli orari perchè se lo perdete e vi tocca aspettare ore a Valbiska non c'è veramente nulla da fare.

Una volta sbarcati sull'isola a Merag tutti andranno verso la città principale, ossia Cherso, ma voi dirigetevi incuranti e un filo sprezzanti verso il nord dell'isola a Beli/Caisole:
lì troverete (forse, perchè è praticamente sconosciuto e mal segnalato) il centro scientifico-ecologico per la tutela del grifone.
Per una cifra irrisoria potrete visitare due stanze di museo sull'habitat del grifone, e vedere alcune foto di flora e fauna tipica della zona, oltre che sbirciare dal vivo alcuni esemplari di grifoni che di solito il centro si occupa di salvare da morte certa sulle scogliere e rimettere in libertà non appena in grado di sopravvivere da soli nel loro habitat.

Da notare le carcasse di pecora che vedrete ai loro piedi: ebbene si, le giganti bestiole si nutrono esclusivamente di pecore ruspanti, piuttosto costoso quindi il loro mantenimento ... ragion per cui visitatori e offerte sono sempre ben accetti.

Terminato il momento naturalistico-culturale avrete ben meritato un bel bagno, che potrete fare nella spiaggia di Cherso, nella zona turistica.

Dopodichè potrete visitare il paesino arroccato di Lubenice: la strada è molto ostica, e il paesino veramente piccolo e veramente rurale con veramente pochissimo da visitare, a parte la magnifica vista dall'alto sulla sua spiaggia giùgiù sotto le rocce. Naturalmente gli sportivi potranno cimentarsi nella discesa, ma ci dovrebbe volere più di un'ora sotto sole cocente per scendere all'acqua, e almeno altrettanto per risalire per cui non so chi ve lo fa fare.

Molto meglio, dato che è ora di cena, fermarsi sulla via del rientro verso il traghetto alla

Loznati 9a, Cres 51557, Croazia

dove potrete gustare la grigliata di agnello migliore che io abbia mai mangiato in tutta la mia vita.
Provare per credere.





Giorno 4 - spostamento a Zadar/Zara


Organo marino di Zadar
Lasciare l'isola di Krk nella settimana centrale di agosto si è rivelato essere l'unico momento di vero traffico dell'intera vacanza:
tutto completamente bloccato da Krk/Veglia al ponte, e poi oltre sulla via costiera almeno fino a Segna. Il che ci ha fatto ricordare alcune delle raccomandazioni ricevute (vedi sopra) e pensare '... ma chi ce l'ha fatto fare!?'
Poi per fortuna il traffico si è dileguato, e la via costiera fino a Zadar si è mostrata in tutta la sua piacevolezza e scorrevolezza (tra l'altro permette di apprezzare una sublime vista dell'isola di Pag).

Zadar/Zara è una città con un bellissimo centro storico su una penisola, racchiuso da mura e completamente pedonale.
Lì è dove TUTTI vanno per mangiare, bere e divertirsi, difficilmente troverete un'altra zona con locali o struscio.
Ovviamente il parcheggio in zona è costosissimo, noi rimediavamo parcheggiando in un'area non lontana che sembrava loschissima ma si è rivelata invece sicura e molto comoda (a queste coordinate: 44.112756, 15.237059).
Palacinka
Da non perdere è l'organo naturale, nell'angolo nord occidentale della penisola del centro storico: le canne dell'organo sono interrate nel molo, e l'acqua e l'aria entrando producono suoni che escono dai buchi sul pavimento creando una melodia sempre diversa.

A Zadar, inoltre, potrete gustare la migliore palacinka della vacanza: le palacinke sono come delle crepes, ma più spesse e enormi, e in questo caso veramente con tantissimo ripieno: straconsigliata quella semplice alla nutella da prendere rigorosamente da:

Slatka Tajna
Sokolska ul. Zadar, Croatia

Perfette per accompagnare la palacinka le acque aromatiche (tipo l'acqua tonica), popolarissime in Croazia, soprattutto quella al limone come la Romerquelle



Giorno 5 - Peterzane, Nin/Nona, Zadar/Zara

I dintorni di Zadar offrono spiagge interessanti, frequentate sopratutto dagli abitanti della città. Per esempio la spiaggia di Peterzane è poco distante e mediamente abbastanza tranquilla per qualche ora di relax.

Oppure, se preferite acqua bassa e sabbia, potete andare nella laguna di Nin/Nona dove gli appassionati , specialmente i principianti, potranno provare una lezione di Kitesurf. I non appassionati rimarranno comunque affascinati da tutte quelle vele volanti, e soprattutto da tutti quei poveretti che cadono ogni due minuti!

Dopo la spiaggia il paese di Nin/Nona merita comunque una visita: è un minuscolo paese completamente disposto su un'isola nella laguna, collegata alla terraferma da ponti. Nell'unica via pedonale, moltissimi ristorantini e negozi di souvenir... un'oretta vi basterà per girarla tutta.

Per la serata, se vi va di rientrare a Zadar non perdetevi la konoba Pjat, in pieno centro

Stomorica ul. 8, 23000, Zadar, Croazia

 dove, oltre a un'ottima cucina, vi capiterà di vedere le cameriere entrare comodamente in sala con la bacinella di piatti appena lavati e mettersi ad asciugarli tranquillamente davanti a voi prima di riporli nell'armadio.











..... continua




































Giorno 5 - martedi
Spiaggia petercane è paese nil con aquiloni . Cena Zara da pjat poi gelato

Giorno 6 - mercoledì
Pag, spiaggia zamaturra 16 e poi 15. Pag comprato formaggio. Mangiato casa

Giorno 7 - giovedì
Gita kornati parco. Saltata cena

Giorno 8 - venerdi
Spalato. Appartamento figo. Spiaggia spalato. Cena trogir

Giorno 9 - sabato
Spalato mall, visita centro, spiaggia Trstenik e cena buona da pimpinella

Giorno 10 - domenica
Hvar  con nave jadrolinia 80 cucuzze a persona andata 9.15 ritorno 19.15 o 19.45 con altra compagnia. Cena a split tardissimo

Giorno 11 - lunedì
Spostamento a Dubrovnik

Pranzo per strada a Slano. Multa.
Visita Dubrovnik con giro mura 120 cucuzze. Cena via quartiere Lapad

Giorno 12. - martedi
Spiaggia Dubrovnik, cena a casa

Giorno 13 - mercoledì
Spostamento a Brac via maskarska nave 25 macchine. Spiaggia finta. Cena Hacienda. Giro sera Bol

Giorno 14 - giovedì
Spiaggia Zlatni Rat a Bol, teoria windsurf, cena pesce

Giorno 15 - venerdì
Spiaggia Zlatni Rat corso windsurf. Cena casa. Cocktail e internet Sumartin  spedite cartoline

Giorno 16 - sabato
Spiaggia Zlatni Rat corso windsurf , cena Sumartin

Giorno 17 - domenica
Traghetto supetar split, spiaggia Kastel, hotel parco, cena parco

Giorno 18 - lunedì
Parco 180 cucuzze, appartamento Calvi, cena fiume

Giorno 19 - martedi
Spiaggia Abbazia, rientro


giovedì 30 giugno 2016

Lago d'Iseo (4 giorni) - Giugno

4 giorni di vacanza da organizzare all'ultimo minuto?
Voglia di pace, natura, e perché no qualcosina da visitare?

Il lago l'Iseo è sicuramente un'ottima, e normalmente poco conosciuta, destinazione.

Ecco cosa vi può aspettare scegliendo questo piccolo lago della Lombardia:

GIORNO 1 - Torino-Iseo
In meno di 3 ore di auto si può arrivare (traffico permettendo) direttamente all'uscita Ospitaletto, che è quella che vi porterà al lago d'Iseo ... ma se non avete voglia di arrivare subito a destinazione, e siete patiti dello shopping, potete fare una tappa all'

Piazza Cascina Moie, 1/2, 25050 Rodengo-Saiano BS

due cose da dire su questo Outlet:

- Franciacorta? Ma cos'è? Ebbene si, il nome dell'outlet non è a caso: siamo nella regione  Franciacorta, una piccolissima area collinare tra Brescia e il lago l'Iseo, famosissima, scopriremo poi, per la produzione delle pregiate 'bollicine' italiane ... di cui io ovviamente ignoravo l'esistenza, da buona piemontese, per me le uniche bollicine conosciute erano quelle del Brut dell'astigiano (o al massimo lo Champagne dei cugini francesi)

- Come outlet non è un granché, ma potete comunque incappare in qualche chicca come questo fantastico passeggino-per-cani ... direi che la cosa si commenta da sola!

Bene, dopo un po' di acquisti pre-saldi possiamo procedere verso Iseo, che si rivelerà un'ottima base da cui esplorare la zona, sia via acqua che via terra.

Consigliatissimo l'

Via Roma, 78, 25049 Iseo BS

posizione ottima sulla statale principale, appena fuori dal centro, ma veramente a due passi, con parcheggio interno, camere appena rinnovate e con uno staff davvero molto gentile.

Si è fatta ora di cena: come al solito ci affidiamo a Tripadvisor per trovare un buon ristorante.
Il primo della lista è una pizza al taglio (non è il caso per cena, la proveremo un'altro giorno), il secondo è invece un ristorantino in centro, a due passi dall'hotel, tanto sta anche iniziando a piovere, meglio affrettarsi ... arriviamo così alla

Vicolo Cantine, 15, 25049 Iseo BS

vi perderete di sicuro nell'arrivarci, ma ne varrà la pena!
Dopo cena imperdibile una passeggiata nel bel centro storico di Iseo, a sbirciare le vetrine illuminate delle boutiques, fino al piccolo porticciolo e al lungolago



GIORNO 2 - Monte Isola - Sarnico - Paratico

Il venerdì è giorno di mercato a Iseo. 
La locandiera ce l'ha detto come se si trattasse dell'evento dell'anno 'oggi c'è il mercato!', ed in effetti è un po' così: le bancarelle si trovano ammassate per tutta la zona centrale, dall'inizio della via pedonale fino al molo. Banchi dappertutto, gente dappertutto, gente del posto per lo più ... i turisti sono ovviamente più interessati a fiondarsi al molo per prendere i traghetti.
Noi pure, ovviamente.

All'imbarco vi proporranno di acquistare la guida del lago di Iseo, questa:



costa 1 Euro, e sarà un euro ben speso: in poche pagine sono descritti tutti i paesini del lago e dintorni, con informazioni storiche, suggerimenti di luoghi da visitare e curiosità.

Bene, in circa 15 minuti di traghetto si arriva a Monte Isola. La prima fermata è Sensole, ma lì ci sono solo 4 case e quasi tutti scelgono di sbarcare alla seconda fermata: Peschiera Maraglio.
Lì troverete un piccolo paesino per lo più di pescatori, che sembra ancora poco toccato dal turismo, a parte i negozi di souvenirs e qualche ristorante lungo la costa.

ah si, per chi ci va in questi giorni da non perdere il pluricitato Floating Piers di Cristò... per chi ha già avuto la fortuna di passeggiarci sopra un'esperienza indimenticabile, dicono.
Io ne ho solo potuto apprezzare la costruzione, quando ancora non era ricoperto di arancione.
Comunque un'idea originale senza dubbio.
Vera precursata! Bravo Cristò.

Tra l'altro, per chi desiderasse possedere un'opera di questo artista (no, tranquilli, non si tratterebbe di farvi impacchettare la casa o ponteggiare la fontana in giardino) il sito Artsy offre un ricco catalogo e moltissime informazioni su Cristò e tanti altri artisti italiani e stranieri.


Ma tornando alla nostra Peschiera Maraglio, piacevole fare un giretto nelle viuzze più nascoste, e poi affittare una bici (15€ per un'ora) e fare tutto il giro dell'isola.
Il percorso richiede circa un'ora, senza soste e procedendo con molta calma, eventualmente scendendo dalla bici per spingerla nei punti più ripidi (ossia per tutta la costa a nord, per chi è una schiappa come me e sceglie di fare il giro da Peschiera verso Carzano... che è anche il giro che suggerisco perchè arrivando sulla costa sud si può apprezzare la vista dell'isoletta di San Paolo viaggiando a tutta birra in discesa!)

L'isola è come un piccolo mondo antico, paesini minuscoli con i bambini che tornano a casa a piedi a gruppetti, e che per arrivare a casa corrono in mezzo ai prati come scorciatoia, oppure paesani che chiudono il negozietto per la pausa pranzo, si caricano al moglie sull'ape cross e tornano a casa (due vie più in alto) con un sacchetto di pane fresco.

Riconsegnate le bici, è il momento di un pic-nic rilassante: ottima l'area proprio di fronte all'isoletta di San Paolo: c'è un comodo prato, i servizi igienici, e un piccolo chiosco dove comprare un panino o un gelato.

Occhio agli orari dei traghetti per il ritorno! a volte sopprimono le corse, specie se sono giorni feriali e in bassa stagione, e quindi vi trovate (come noi) a dover aspettare ore per imbarcarvi.

Seconda tappa: Sarnico
se pianificate di fermarvi anche la sera, meglio arrivarci in auto (occhio alle multe se parcheggiate nelle strisce blu).
La via pedonale centrale (via Lantieri) è graziosa e ci sono dei negozietti carini, bei vestiti e belle scarpe a prezzi accessibili.
Per mangiare ecco un buon contatto è il

Via Piccinelli 22, Sarnico, Italia

Ottima la pizza, ma soprattutto i casoncelli, specialità locale: bomba calorica ma gusto eccezionale!

Dopo cena, passeggiata sul lungolago, e sul ponte che collega Sarnico a Paratico, per poi proseguire sul lungo lago lato paratico (direzione Iseo), dove ammirare il Parco delle Erbe Danzanti ancora più bello in versione notturna.



GIORNO 3 - Cantina Bosio - Lovere - Piramidi di Zone - Sulzano

Che si fa sul lago d'Iseo quando piove?
Semplice!
Si visitano le cantine di Franciacorta.

Per esempio la tenuta Bosio, dove in un paio d'ore potrete sapere tutto sull'interessante, e lunghissimo processo di produzione di queste preziose bollicine, conoscerne la storia, visitare le cantine e deliziare il vostro palato con una degustazione di almeno due qualità diverse di vino, come il Brut e il Satin.


Dopo di ché, se ce la fate a guidare, si può scegliere un altro paesino sul lago per fare un giretto nel centro storico e sul lungolago.
Per esempio Lovere:

i paesini più al nord, come tra l'altro indicato anche nella mitica guida a 1 euro (vedi sopra) sono decisamente meno turistici, ed è interessante vedere la differenza rispetto alle zone più a sud.

Bene, dopo tutti questi paesini perchè non dedicare qualche ora a un paesaggio più bucolico:

sulla strada del rientro da Lovere a Iseo, prendere la deviazione per Zone, per cimentarsi in un percorso di trekking alla scoperta delle meravigliose Piramidi di Zone.
Cosa sono?
Un cosa particolarissima, dei fungoni giganti di terra e pietra, sparsi in mezzo al bosco per una vallata intera.

Si possono vedere da lontano e da vicino seguendo il percorso circolare  che parte dalla cappella di Cislano: il primo tratto pianeggiante ci porta fino al primo affaccio dall'alto sull'intero insieme dei funghi, panchine per riposarsi e pannelli esplicativi chiariscono cosa sono e come si sono formate ... per i curiosi qui tutti i dettagli.

Il sentiero prosegue moooolto in pendenza, scende scende giù nella valle ... ma non vi preoccupare, la risalita non sarà da questo stesso lato, ma da quello opposto, decisamente meno in pendenza, e con diversi affacci per ammirare le piramidi dal basso, per poi sbucare di nuovo a Cislano regalandoci ancora un ultimo quadro finale da una nuova prospettiva.

Dopo questa interessante deviazione ricomincia il giro dei paesini : perchè non provare a vedere l'altro lato della piattaforma Floating Piers ?
Allora bisogna andare a Sulzano!

Sulzano è un paesino piccolino, con un grazioso porticciolo per i traghetti e una zona storica lungo il fiume davvero caratteristica.
Al momento fervono i lavori per la realizzazione della piattaforma; molti operai al lavoro, molti turisti curiosi già affollano il paesino, e i parcheggi già scarseggiano.
Come faranno quando i turisti arriveranno a frotte?
Effettivamente i residenti sono già un po' preoccupati.

Dopo qualche foto all' 'inizio' del Floating Pier' rientriamo stanchi a Iseo, effettivamente la passeggiatina tra le piramidi è stata stancante, e poi è l'ultima sera e bisogna trovare un ristorante all'altezza.

Ci proviamo con il

Via Pieve 4/A, 25049, Iseo, Italia

ottime recensioni, ristorante di pesce, centro storico. Le premesse ci sono tutte, il resto un po' meno: locale gradevole, anche se piuttosto buio e poco arieggiato, personale cortese, menù ricco, ma piatti che sembrano curare più l'estetica che il gusto. Non ci torneremo.
Pazienza, ci resta un'ultima passeggiata a Iseo prima di iniziare a pensare al rientro.


GIORNO 4 - Bergamo alta - Torino

Ci siamo, la vacanza è finita, ma concediamoci ancora un'ultima tappa da turisti veri:

Bergamo Alta ce l'hanno consigliata tutti e non possiamo perdercela.
E' domenica e quindi il centro storico (alto) è chiuso al traffico, non resta che lasciare l'auto in un (caro) parcheggio a pagamento e avventurarci verso le mura.

Ah! Per fortuna c'è una storica (e comoda) tramvia che in pochi minuti ci fa arrivare in pieno centro storico.
Lì è davvero splendido, una via centrale piena di negozietti, ristorantini e piccole botteghe di prodotti tipici e artigianali, che arriva in una piazza dove si affacciano un Duomo e una Basilica davvero impressionanti, e per i più temerari una seconda tramvia, che parte al fondo della via pedonale, per arrivare alla Bergamo Altissima, con uno stupendo affaccio sulla città e la pianura.

Bene! Ora siamo soddisfatti, possiamo rientrare a Torino a programmare il prossimo viaggio!

Tra l'altro lo sapevate che negli autogrill non fanno più i toast???
Inammissibile!
















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