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domenica 23 aprile 2023

Stra-vaganza in Provenza a Pasqua con la Popi

 Difficile interessare i bambini ai viaggi?

non se si dorme nella casetta delle fate, o su una chiatta sul canale, se si cammina in un canyon di ocra rossa, o in una miniera circondati da quadri di Van Gogh che cambiano ogni secondo.

Questo e molto altro lo potete trovare in Provenza, regione nel sud est della Francia, molto comoda da 
raggiungere da Torino e dal nord ovest in generale, tra l'altro attraversando paesaggi montani davvero splendidi come la Val di Susa, il Briançonnais, il Sisteron.

Noi, per le vacanze di Pasqua, abbiamo proposto a nostra figlia di 6 anni un viaggio-scoperta di 6 giorni, organizzato all'ultimo come nostro solito e perfezionato strada facendo, aggiungendo anche qualche pizzico di fortuna (non solo per il meteo) e di originalità.

Ne è uscita fuori una Stra-vaganza in Provenza niente male!


Giorno 1 (Torino-Parco del Verdon)

Ci vogliono più di 4 ore di macchina, per cui meglio gustarsi il percorso: meravigliosa la salita al colle 


del Monginevro attraversando la Val di Susa, ammirando le bellissime rocce del Briançonnais e fermandosi per una tappa pic-nic sulle rive del Lago di Serre-Ponçon , per poi proseguire fino a Tallard, ottima per una sosta con i bambini perchè, oltre a un castello da cui si gode di una bellissima vista sulla valle, ha anche un grazioso tranquillo parco giochi proprio vicino al suo cancello. 

E così, si arriva alla location scelta per il nostro primo pernottamento: vogliamo proprio partire col botto e mantenere alto l'entusiasmo della bimba che scopre la Francia per la prima volta, ci fermiamo così alla Ferme de Castellane, nel parco del Verdon, per dormire nientepocodimenoche ... ... ...

nella casetta delle fate!!!

Il campeggio merita, i gestori sono molto disponibili, le soluzioni abitative sono una più originale dell'altra, e per il periodo estivo è presente anche una piscina. 

La casetta delle fate ha conquistato tutti: interamente in legno dentro e fuori, calduccia e accogliente, e ... rigorosamente senza bidet.

Giorno 2 (Verdon-Bonnieux)

Il mattino siamo partiti con molta calma, è stato difficile lasciare la nostra casetta e ce la siamo presa comoda, coccolati dal caffè offerto dai gestori. 

La prima tappa era il lago di Sainte-Croix: per arrivarci la strada è spettacolare, si passa in gole strette, con la montagna 'tagliata' apposta per far passare le due piccole corsie, panorama mozzafiato garantito da ammirare in piazzole di sosta. Dove il fiume incontra il lago è d'obbligo scendere vicino all'acqua e noleggiare i pedalò con cui addentrarsi nelle gole del Verdon: in 30 min di pedalata c'è tutto il tempo per andare e tornare con calma. 

Sulla sponda a nord, vicino al parcheggio del noleggio pedalò, c'è un piccolo tavolino da pic-nic semi-nascosto: se avete la fortuna di trovarlo libero potete mangiare i vostri panini all'ombra e con una vista fantastica del lago, dopodichè la spiaggetta sarà tutta dei bimbi!

Terminata l'esperienza del lago è il momento di gustare una buona crepe francese: 
il paesino di Moustiers-Sainte-Marie è da non perdere, noi siamo rimasti senza parole. 

Lì troverete diverse buone creperie, ristoranti, bar, ma soprattutto un paesaggio davvero unico. Se avete tempo (e gambe) salite fino alla cappella.

Bene, ora siamo pronti per scendere in pianura, tra i campi di lavanda (purtroppo al momento non ancora in fiore).

I nostri prossimi tre pernottamenti saranno al Residence Odalys les 4 Soleils a Bonnieux :


una scelta ottima come base per visitare i paesini attorno, nel confort di appartamenti spaziosi, nel verde, e con una comoda piscina per far divertire i bambini (riscaldata), un piccolo parco giochi, e nel nostro caso una vista spettacolare direttamente sui campi di lavanda e il paesino di Bonnieux, arroccato poco più avanti.


Giorno 3 (Roussillon)  

L'attività di oggi è quella che documentandomi sui vari blog e siti per organizzare la vacanza mi aveva attirata di più: il sentiero dell'ocra 


Vestiti con abbigliamento e scarpe 'sporcabili' (e un opportuno cambio per la bimba) ci dirigiamo quindi a Roussillon dove proprio all'imbocco del paese inizia il sentiero: un ingresso a pagamento (3 €, solo per gli adulti) e si passeggia in un ambiente surreale, tra sabbia rossa che sporca qualsiasi cosa, panorama stile Monument Valley, rocce a strapiombo, bosco fitto. Ci sono due percorsi, tutti accessibili ai bambini che camminano da soli: il più breve dura una mezz'oretta, anche meno, il più lungo arriva fino ad altre rocce poco più lontane, e secondo me tanto vale fare il percorso più lungo. Il posto più panoramico è quello che si vede in tutte le foto, e si trova subito all'inizio, nel resto del sentiero ci sono degli affacci sulle rocce, e non più la spianata di sabbia che si trova all'inizio, ma è una bella esperienza comunque.

Terminato il giro nel sentiero è d'obbligo un giretto nel paese di Roussillon, che deve il suo nome alla pietra rossa con cui sono costruite le case. E' molto turistico, ma nel periodo pasquale tutto sommato è visitabile senza troppa folla, trovando anche posto nei vari café.

Dopo di che, per continuare sul tema dell'ocra, il nostro programma prevedeva la visita alla miniera d'ocra di Bruoux, ma una volta arrivati lì ci hanno informati che erano al completo per la giornata:
le visite sono tutte guidate, e quindi i posti limitati. Per fortuna ci fermavamo anche l'indomani, abbiamo quindi prenotato per il mattino seguente e siamo tornati al residence a fare i compiti (finita la pacchia con le elementari) e sguazzare in piscina.


Giorno 4 (Miniere Bruoux-Isle sur la Sorgue)


L'indomani in perfetto orario ci presentiamo all'ingresso delle miniere: la visita è in francese, e per chi non lo conosce sono disponibili dei tablet con le spiegazioni nelle varie lingue. 

Il personale è gentilissimo, ci guida dentro la miniera, ormai in disuso e molto particolare, ci spiega tutto dell'ocra, dei suoi colori, tocchiamo con mano polvere di ocra gialla e rossa, ammiriamo i grandi passaggi scavati nella roccia, come un enorme labirinto, le pozze sotterranee, le coltivazioni di champignon. Sembra incredibile pensare che sotto la montagna sia stato scavato tutto questo.



Dopo aver preso un immancabile ricordino di acquerelli a base d'ocra, procediamo con la tappa successiva: 

il bellissimo paese di Isle-sur-la-Sorgue, con i suoi canali, i suoi mulini, i suoi brocantes.

Lungo i canali moltissimi negozi di antiquariato, modernariato, accessori stranissimi per la casa, oltre che una marea di ristorantini, bar e café. 



Dopo aver ispezionato ogni viuzza (ed essere entrata in ogni negozietto) si è fatta ormai sera.

Ci spostiamo quindi nell'ultima tappa della giornata, e di questa parte della vacanza: il piccolissimo paesino di Lacoste, dove si trova il castello del mitico marchese de Sade. Lo visitiamo ormai in notturna, il paesino è suggestivo, tutto arroccato, con case in pietra e stradine strette. Nessuno in giro a parte qualche ragazzo del luogo. Chiudono le botteghe degli artigiani, 


chiudono le gallerie d'arte. Il paesino ha un'aria spettrale: provo a camminare fino al castello (io, perchè la bambina si è già ritirata in auto con il suo papà, aveva 'paura'), ma a un certo punto finisce l'illuminazione, davanti a me, sotto le mura del castello, solo una porta aperta su uno spazio completamente buio... no, direi che è il momento di rientrare anche per me.


Giorno 5 (Les Baux-de-Provence--Arles)

E' arrivato il momento di lasciare il nostro residence. Siamo stati bene, era molto comodo e aveva tutto quello che ci serviva, soprattutto una comoda cucina: la formula di scegliere alloggi con cucina si è rivelata ottima per evitare di mangiare sempre fuori, risparmiando e permettendoci di goderci di più i posti scelti per i nostri pernottamenti.

Il nostro viaggio procede verso sud, verso un ultimo pernottamento che si rivelerà essere la 'chicca' della nostra Stra-vaganza...


ma prima una tappa per assistere al meraviglioso spettacolo al Carriere des Lumières à Les-Baux-de-Provence: il paesaggio cambia, la roccia cambia, niente più ocra, niente più rosso e nemmeno giallo, ora siamo nel bianco più bianco. La bauxite. Le miniere di bauxite sono enormi, i blocchi sono estratti in dimensioni giganti, tanto da lasciare le pareti che sembrano schermi tagliati con dei raggi laser. E proprio in una miniera abbandonata è stato allestito lo spettacolo des Lumières: proiezioni di quadri famosi accolgono i visitatori all'interno di ogni parete della miniera, ti accerchiano accompagnate dalla musica, sono anche sul soffitto, e sul pavimento, le immagini si muovono, i personaggi si muovono, si è completamente immersi nell'arte. Davvero da non perdere.

Poco dopo la miniera, il paese di Les-Baux-de-Provence è un'altra tappa obbligata: tutto pedonale, con le sue case in pietra è una bomboniera da gustare passeggiando lentamente, su fino alla spianata del castello da cui si vede un panorama vastissimo.


Siamo ormai al pomeriggio, e, data la particolarità del nostro prossimo luogo di pernottamento, decidiamo di andarci subito: dormiremo su una peniche sul canale di Arles!

Dopo qualche difficoltà a trovare la nostra barca (non è che proprio sui fiumi ci siano le porte con i numeri civici), finalmente la vediamo.

E' proprio come in foto, è sicuramente lei!

I proprietari non ci sono, siamo arrivati troppo presto, tanto vale fare un giro a Arles e tornare dopo.

La città è a due passi, ma c'è qualcosa di strano: 

ci sono transenne di ferro lungo tutta la via principale.


Leggiamo i manifesti: è il periodo delle corride di Pasqua!

Ci fermiamo a prendere una crepe a un chiosco nella via transennata, sembra tutto già finito, in fondo è la sera dell'ultimo giorno, probabilmente stanno smontando tutto. Invece verso le 18:30 la strada si anima, la polizia locale incatena meglio gli sbarramenti, arriva la banda, arrivano gruppi di ragazzi del posto, alcuni con bandane rosse in testa... e poi arrivano i tori! Corrono liberi nelle strade guidati da donne a cavallo, e uomini e ragazzi del posto gli corrono dietro, cercando di far rallentare il toro, a volte riescono a buttarlo a terra, il più delle volte si fanno male e escono dalle transenne doloranti.

Che spettacolo particolare!

E' la rappresentazione dei 'abrivados' e 'bandidos', cioè i momenti in cui i tori venivano accompagnati dai campi alla città per partecipare alle corride, (e quindi i padroni e i contadini cercavano di trattenerli) e poi tornavano nei campi. 

Dopo questa interessante e inaspettata sorpresa, torniamo alla nostra chiatta dove nel frattempo sono 
arrivati i proprietari, e possiamo entrare nella nostra stanza: è 

proprio la stanza del timone, con anche una cucina, il bagno, e un comodissimo letto! Staremo benissimo! 

Ci prepariamo una buona cenetta che consumiamo ovviamente a bordo, e poi buonanotte!


Giorno 6 (Arles-Torino)

Svegliarsi in mezzo al canale è meraviglioso. La barca non si muove per nulla e abbiamo dormito benissimo.

I padroni di casa ci hanno lasciato appeso fuori dalla cabina un 


sacchetto di pain au chocolat e croissant, che carini! Così possiamo far colazione (e i compiti) guardando il canneto e sbirciando dalla cabina di comando. 




Poi, approfittando della gentilezza dei padroni di casa che ci hanno lasciato a disposizione le biciclette, proviamo a raggiungere il mare della Camargue.... ma è decisamente troppo lontano, e ci aspettano 5 ore di strada per rientrare a Torino, per cui, a malincuore, dobbiamo lasciare la peniche e ripartire. 



Tuttavia, prima di lasciare definitivamente (per ora) la Francia, scegliamo di fare una tappa a Aix-en-Provence, in fondo non abbiamo ancora visitato una cittadina.

La città è meravigliosa, molto viva, turistica, universitaria, con fantastici negozietti in stile provenzale, ma anche boutique di moda e gallerie d'arte... bisognerebbe rimanerci molto di più, ma abbiamo solo tempo per una veloce crepe: ci fermiamo da Crespella-bar-à-crepes e devo dire che non potevamo fare scelta migliore. Delle eccellenti crepes salate e dolci per rientrare a casa con ancora il sapore della Francia.




sabato 16 luglio 2022

C'era una volta ... no, c'è ora La pista ciclabile del Ponente Ligure

 

C'era una volta una piccola ferrovia, passava per un percorso bellissimo, proprio in riva al mare, e si fermava in paesini meravigliosi, proprio in centro, e poi di nuovo via tra gallerie, ponti e poi di nuovo mare. Ma tutto quello sferragliare, fischiare, rumoreggiare di giorno e di notte poco piaceva agli abitanti del luogo, e anche ai turisti, per la verità, che proprio per quel rumore non riuscivano nemmeno più a sentire il rumore del mare.

Così si riunirono, chiamarono il sindaco, fecero un gran baccano, finché venne deciso di creare una nuova ferrovia, più grande, più moderna, e soprattutto più lontana, in modo da poter dormire tranquilli.

E la piccola ferrovia venne così abbandonata, col tempo divenne vecchia, tra i suoi binari iniziarono a crescere erbacce e nessuno poteva più ammirare i meravigliosi panorami dal suo percorso bellissimo.

Dopo lunghi anni a qualcuno venne l'idea di farci qualcosa, in quell'enorme lungo spazio inutile: ma cosa? Trasformarlo in un canale per sviluppare il trasporto fluviale e abbattere il problema del traffico ligure? Creare orti popolari da concedere ai poveri per porre fine alla fame nel mondo? Costruire una enorme pista per le biglie per far giocare i bambini dei turisti? Riempirlo di sabbia per poter finalmente non sentirsi più dire che 'in Liguria non ci vado al mare perché non c'è la sabbia'?

Tutte idee validissime che raccolsero enorme favore da parte di tutti, tanto che non ci si riusciva a mettere d'accordo su quale mettere in pratica... e si stava rischiando di non fare niente del tutto, finché un bambino saltò su e disse:

'Perché non ci facciamo una pista per le bici! Così dai nonni a Imperia ci vado pedalando!'

Silenzio nella stanza, tutti si guardarono: ma certo! che idea, semplice ed efficace: non sarà un canale ma una ciclabile, che offrirà comunque un altro modo per spostarsi invece del traffico sulle strade; non ci saranno orti popolari, ma verde ovunque, con piante autoctone da proteggere, ammirare e annusare lungo tutto il percorso; non ci saranno biglie da far correre ma ancora di più, monopattini, pattini, bici, carrelli trainati da bici, bici elettriche, muscolari, monoruota e chi più ne ha più ne metta, tutti a rotolare per la ciclabile.

E la spiaggia? No, niente spiaggia sulla Pista Ciclabile del Ponente Ligure, ma ti permette di raggiungere tutte quelle che vuoi: anche quelle di sabbia!


giovedì 30 giugno 2016

Lago d'Iseo (4 giorni) - Giugno

4 giorni di vacanza da organizzare all'ultimo minuto?
Voglia di pace, natura, e perché no qualcosina da visitare?

Il lago l'Iseo è sicuramente un'ottima, e normalmente poco conosciuta, destinazione.

Ecco cosa vi può aspettare scegliendo questo piccolo lago della Lombardia:

GIORNO 1 - Torino-Iseo
In meno di 3 ore di auto si può arrivare (traffico permettendo) direttamente all'uscita Ospitaletto, che è quella che vi porterà al lago d'Iseo ... ma se non avete voglia di arrivare subito a destinazione, e siete patiti dello shopping, potete fare una tappa all'

Piazza Cascina Moie, 1/2, 25050 Rodengo-Saiano BS

due cose da dire su questo Outlet:

- Franciacorta? Ma cos'è? Ebbene si, il nome dell'outlet non è a caso: siamo nella regione  Franciacorta, una piccolissima area collinare tra Brescia e il lago l'Iseo, famosissima, scopriremo poi, per la produzione delle pregiate 'bollicine' italiane ... di cui io ovviamente ignoravo l'esistenza, da buona piemontese, per me le uniche bollicine conosciute erano quelle del Brut dell'astigiano (o al massimo lo Champagne dei cugini francesi)

- Come outlet non è un granché, ma potete comunque incappare in qualche chicca come questo fantastico passeggino-per-cani ... direi che la cosa si commenta da sola!

Bene, dopo un po' di acquisti pre-saldi possiamo procedere verso Iseo, che si rivelerà un'ottima base da cui esplorare la zona, sia via acqua che via terra.

Consigliatissimo l'

Via Roma, 78, 25049 Iseo BS

posizione ottima sulla statale principale, appena fuori dal centro, ma veramente a due passi, con parcheggio interno, camere appena rinnovate e con uno staff davvero molto gentile.

Si è fatta ora di cena: come al solito ci affidiamo a Tripadvisor per trovare un buon ristorante.
Il primo della lista è una pizza al taglio (non è il caso per cena, la proveremo un'altro giorno), il secondo è invece un ristorantino in centro, a due passi dall'hotel, tanto sta anche iniziando a piovere, meglio affrettarsi ... arriviamo così alla

Vicolo Cantine, 15, 25049 Iseo BS

vi perderete di sicuro nell'arrivarci, ma ne varrà la pena!
Dopo cena imperdibile una passeggiata nel bel centro storico di Iseo, a sbirciare le vetrine illuminate delle boutiques, fino al piccolo porticciolo e al lungolago



GIORNO 2 - Monte Isola - Sarnico - Paratico

Il venerdì è giorno di mercato a Iseo. 
La locandiera ce l'ha detto come se si trattasse dell'evento dell'anno 'oggi c'è il mercato!', ed in effetti è un po' così: le bancarelle si trovano ammassate per tutta la zona centrale, dall'inizio della via pedonale fino al molo. Banchi dappertutto, gente dappertutto, gente del posto per lo più ... i turisti sono ovviamente più interessati a fiondarsi al molo per prendere i traghetti.
Noi pure, ovviamente.

All'imbarco vi proporranno di acquistare la guida del lago di Iseo, questa:



costa 1 Euro, e sarà un euro ben speso: in poche pagine sono descritti tutti i paesini del lago e dintorni, con informazioni storiche, suggerimenti di luoghi da visitare e curiosità.

Bene, in circa 15 minuti di traghetto si arriva a Monte Isola. La prima fermata è Sensole, ma lì ci sono solo 4 case e quasi tutti scelgono di sbarcare alla seconda fermata: Peschiera Maraglio.
Lì troverete un piccolo paesino per lo più di pescatori, che sembra ancora poco toccato dal turismo, a parte i negozi di souvenirs e qualche ristorante lungo la costa.

ah si, per chi ci va in questi giorni da non perdere il pluricitato Floating Piers di Cristò... per chi ha già avuto la fortuna di passeggiarci sopra un'esperienza indimenticabile, dicono.
Io ne ho solo potuto apprezzare la costruzione, quando ancora non era ricoperto di arancione.
Comunque un'idea originale senza dubbio.
Vera precursata! Bravo Cristò.

Tra l'altro, per chi desiderasse possedere un'opera di questo artista (no, tranquilli, non si tratterebbe di farvi impacchettare la casa o ponteggiare la fontana in giardino) il sito Artsy offre un ricco catalogo e moltissime informazioni su Cristò e tanti altri artisti italiani e stranieri.


Ma tornando alla nostra Peschiera Maraglio, piacevole fare un giretto nelle viuzze più nascoste, e poi affittare una bici (15€ per un'ora) e fare tutto il giro dell'isola.
Il percorso richiede circa un'ora, senza soste e procedendo con molta calma, eventualmente scendendo dalla bici per spingerla nei punti più ripidi (ossia per tutta la costa a nord, per chi è una schiappa come me e sceglie di fare il giro da Peschiera verso Carzano... che è anche il giro che suggerisco perchè arrivando sulla costa sud si può apprezzare la vista dell'isoletta di San Paolo viaggiando a tutta birra in discesa!)

L'isola è come un piccolo mondo antico, paesini minuscoli con i bambini che tornano a casa a piedi a gruppetti, e che per arrivare a casa corrono in mezzo ai prati come scorciatoia, oppure paesani che chiudono il negozietto per la pausa pranzo, si caricano al moglie sull'ape cross e tornano a casa (due vie più in alto) con un sacchetto di pane fresco.

Riconsegnate le bici, è il momento di un pic-nic rilassante: ottima l'area proprio di fronte all'isoletta di San Paolo: c'è un comodo prato, i servizi igienici, e un piccolo chiosco dove comprare un panino o un gelato.

Occhio agli orari dei traghetti per il ritorno! a volte sopprimono le corse, specie se sono giorni feriali e in bassa stagione, e quindi vi trovate (come noi) a dover aspettare ore per imbarcarvi.

Seconda tappa: Sarnico
se pianificate di fermarvi anche la sera, meglio arrivarci in auto (occhio alle multe se parcheggiate nelle strisce blu).
La via pedonale centrale (via Lantieri) è graziosa e ci sono dei negozietti carini, bei vestiti e belle scarpe a prezzi accessibili.
Per mangiare ecco un buon contatto è il

Via Piccinelli 22, Sarnico, Italia

Ottima la pizza, ma soprattutto i casoncelli, specialità locale: bomba calorica ma gusto eccezionale!

Dopo cena, passeggiata sul lungolago, e sul ponte che collega Sarnico a Paratico, per poi proseguire sul lungo lago lato paratico (direzione Iseo), dove ammirare il Parco delle Erbe Danzanti ancora più bello in versione notturna.



GIORNO 3 - Cantina Bosio - Lovere - Piramidi di Zone - Sulzano

Che si fa sul lago d'Iseo quando piove?
Semplice!
Si visitano le cantine di Franciacorta.

Per esempio la tenuta Bosio, dove in un paio d'ore potrete sapere tutto sull'interessante, e lunghissimo processo di produzione di queste preziose bollicine, conoscerne la storia, visitare le cantine e deliziare il vostro palato con una degustazione di almeno due qualità diverse di vino, come il Brut e il Satin.


Dopo di ché, se ce la fate a guidare, si può scegliere un altro paesino sul lago per fare un giretto nel centro storico e sul lungolago.
Per esempio Lovere:

i paesini più al nord, come tra l'altro indicato anche nella mitica guida a 1 euro (vedi sopra) sono decisamente meno turistici, ed è interessante vedere la differenza rispetto alle zone più a sud.

Bene, dopo tutti questi paesini perchè non dedicare qualche ora a un paesaggio più bucolico:

sulla strada del rientro da Lovere a Iseo, prendere la deviazione per Zone, per cimentarsi in un percorso di trekking alla scoperta delle meravigliose Piramidi di Zone.
Cosa sono?
Un cosa particolarissima, dei fungoni giganti di terra e pietra, sparsi in mezzo al bosco per una vallata intera.

Si possono vedere da lontano e da vicino seguendo il percorso circolare  che parte dalla cappella di Cislano: il primo tratto pianeggiante ci porta fino al primo affaccio dall'alto sull'intero insieme dei funghi, panchine per riposarsi e pannelli esplicativi chiariscono cosa sono e come si sono formate ... per i curiosi qui tutti i dettagli.

Il sentiero prosegue moooolto in pendenza, scende scende giù nella valle ... ma non vi preoccupare, la risalita non sarà da questo stesso lato, ma da quello opposto, decisamente meno in pendenza, e con diversi affacci per ammirare le piramidi dal basso, per poi sbucare di nuovo a Cislano regalandoci ancora un ultimo quadro finale da una nuova prospettiva.

Dopo questa interessante deviazione ricomincia il giro dei paesini : perchè non provare a vedere l'altro lato della piattaforma Floating Piers ?
Allora bisogna andare a Sulzano!

Sulzano è un paesino piccolino, con un grazioso porticciolo per i traghetti e una zona storica lungo il fiume davvero caratteristica.
Al momento fervono i lavori per la realizzazione della piattaforma; molti operai al lavoro, molti turisti curiosi già affollano il paesino, e i parcheggi già scarseggiano.
Come faranno quando i turisti arriveranno a frotte?
Effettivamente i residenti sono già un po' preoccupati.

Dopo qualche foto all' 'inizio' del Floating Pier' rientriamo stanchi a Iseo, effettivamente la passeggiatina tra le piramidi è stata stancante, e poi è l'ultima sera e bisogna trovare un ristorante all'altezza.

Ci proviamo con il

Via Pieve 4/A, 25049, Iseo, Italia

ottime recensioni, ristorante di pesce, centro storico. Le premesse ci sono tutte, il resto un po' meno: locale gradevole, anche se piuttosto buio e poco arieggiato, personale cortese, menù ricco, ma piatti che sembrano curare più l'estetica che il gusto. Non ci torneremo.
Pazienza, ci resta un'ultima passeggiata a Iseo prima di iniziare a pensare al rientro.


GIORNO 4 - Bergamo alta - Torino

Ci siamo, la vacanza è finita, ma concediamoci ancora un'ultima tappa da turisti veri:

Bergamo Alta ce l'hanno consigliata tutti e non possiamo perdercela.
E' domenica e quindi il centro storico (alto) è chiuso al traffico, non resta che lasciare l'auto in un (caro) parcheggio a pagamento e avventurarci verso le mura.

Ah! Per fortuna c'è una storica (e comoda) tramvia che in pochi minuti ci fa arrivare in pieno centro storico.
Lì è davvero splendido, una via centrale piena di negozietti, ristorantini e piccole botteghe di prodotti tipici e artigianali, che arriva in una piazza dove si affacciano un Duomo e una Basilica davvero impressionanti, e per i più temerari una seconda tramvia, che parte al fondo della via pedonale, per arrivare alla Bergamo Altissima, con uno stupendo affaccio sulla città e la pianura.

Bene! Ora siamo soddisfatti, possiamo rientrare a Torino a programmare il prossimo viaggio!

Tra l'altro lo sapevate che negli autogrill non fanno più i toast???
Inammissibile!
















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lunedì 1 aprile 2013

Le Papille, Alma La Verde, Soup & Go... ovvero... I caffè-particulier: dall'Europa a Torino


Un brunch nella cucina della zia, una fetta di torta nel giardino dietro casa, una zuppa come dalla nonna  ... ecco i café-particulier: esperienze tutte Europee che ora si possono fare anche a Torino!

La precurstrice vi guida nei quartieri più caratteristici di Torino, per una giornata intera di  shopping sfrenato, e 3 tappe  nei Cafè che ci fanno rilassare come si usa all'estero ....



Colazione/Brunch dalla zia

il piacere di sentirsi a casa
Quartiere Cit-Turin, circondato dai palazzi in stile Liberty, tra edifici con gli stucchi fioriti del Fenoglio e il notissimo mercato di Piazza Benefica, c'è Le Papille, il risto-bottega: la zia apre le porte della sua cucina, salotto e terrazzo fiorito!

Quindi, posate le vostre borse di acquisti su una delle sedie scompagnate, e fatevi conquistare da questa casa d'epoca che si lascia esplorare... e gustare!

Cosa ricorda?

Ma sicuramente  i café parigini, magari del quartiere Marais, 
con tutte le loro 'petites terrasses',
 i bei cortili con tavolini vintage, 
e ques'atmosfera di sentirsi un po' come 'chez -soi'!

Dov'è?

Via Principi d’Acaja 37, Torino,
Tel. 011.2761857 - 329.6865691
Aperto dal martedì al sabato 10.30-15/17-23; domenica 10.30-15.
Piatti da 7 euro, dolci da 6.


Torte negiardino: 

non solo caffè ...
Altro quartiere, altra realtà, per il pomeriggio siamo nel cuore del multietnico quartiere di San Salvario, che sta rifiorendo in questi ultimi anni e propone ora deliziosi negozietti, piccole boutique, atelier di artigiani .... e soprattutto ... Alma la Verde: il ristorante-giardino: 
piante ovunque, tutte particolari , tutte scelte personalmente da Alma, e tutte in vendita come ogni oggetto, tazza, tavolo presente nel locale. E torte, ... torte fantastiche tutte create da Nina per delle sfiziose merende!


“Qui da noi tu puoi comprare
quanto vedi e sai ammirare,
torte, piante, cappelliere,
ogni cosa puoi avere.
Non è tutto, puoi mangiare
e giardini immaginare”



 Cosa ricorda?

La Germania, dove da anni  i negozi sono dei mix: 
parrucchiere+negozio di souvenir, 
articoli per la casa+posta, 
e naturalmente ... i caffé-fioriti:
Blume-café (Bad Wimpfen)

Dov'è?

Alma la Verde
Via Baretti 16/e, Torino
Tel. 320.7017620
Orari di apertura sia del negozio che del ristorante:
mart - ven. 9.30 - 19.00; sabato 9.30 - 23.00; domenica e lunedì: chiuso


Zuppe vai:

il piacere di mangiare sano (e bio) 

Ultima tappa, il rinomato quadrilatero romano, antico quartiere medioevale ora diventato meta obbligata sia per lo shopping (dalla commerciale via Garibaldi, alle particolarissime bottegucce nelle viuzze attorno - da non perdere via Barbaroux) che per le pause enogastronomiche: 
ed eccone una da non perdere per una cena sana e leggera: Soup & Go zuppe zuppe zuppe a non finire, tutte sane, tutte bio, servite in un carinissimo locale molto moderno, all'insegna della natura, della vita sana, e della convivialità, così come tutte le altre iniziative di Soup &Go, ... lo sapevate che chi arriva in bici ha diritto a una bibita offerta? o che qui potete fare il bookcrossing ...?







Cosa ricorda?

Beh, sicuramente tutti i paesi nordici, dove le zuppe la fanno da padrone,
come il Soup Café di Mosca, da non perdere!

Dove si trova?

Via San Dalmazzo 8/a, Torino
Tel. 011.19887604
Orari: lun 12-15, mar-sab 12-22, dom 12-15

mercoledì 2 gennaio 2013

Precursate danesi --> in pieno centro a Torino

  Nel mezzo del mio vagabondare vacanziero senza meta per Torino, sono entrata in un negozietto che dalle vetrine sembrava pieno zeppo di potenziali precursate ... piccoli oggetti di ogni genere per casa, scuola, bellezza, bimbi e quant'altro... un sogno!! Così sono entrata a dare un'occhiata.

Mi sono imbattuta subito in una cosina familiare....


???!! ma questo l'ho già visto ... ma siiii, è quello che ho comprato all'aeroporto di Copenhagen a settembre!!! sono proprio le liquirizie danesi !!
Guardo meglio, mi guardo intorno... ma dove sono????
Etichette danesi ovunque...
prodotti strani strani ...
un chè di nordico nei packaging ...
Tiger ... mai sentito ma, guarda guarda, E' UN NEGOZIO DANESE! In pieno centro a Torino !!
That's incredible!

Chiaramente mi accaparro subito le liquirizie (occhio che sono salate, un accostamento molto particolare!!) e inizio a sbirciare tutti gli altri oggettini esposti: c'è veramente di tutto, a prezzi molto contenuti (da uno a 20 euro al massimo) e alcune cosine sono davvero particolari:

Che dire della borsa da spesa che si ripiega fino a diventare un rossetto...


... o delle mini tele da pittore, per togliersi tutti gli sfizi da artista!


... e per i festeggiamenti ancora non terminati ... cannucce da cocktail lunghe un metro!!


ce n'è davvero per tutti: per chi si vuole avvantaggiare sugli scherzi del primo aprile c'è il cuscinetto 'scorreggione' (non l'ho comprato... ma sono davvero curiosa  ;-):


... o la gomma da masticare che 'spruzza' ?????!!?????


... o gli orecchini fosforescenti (nella confezione 7 paia rosa e 3 gialli!!)


... da tenere in borsetta fazzolettini decorati (io ho preso ovviamente quelli a fantasmino, sono troppo simpatici)


... e per la casa: fermaporta a forma di mazzetto di dollari


 ... gruccia appendi abiti gonfiabile ...


e c'è anche un raccogli-pioggia graduato (??!!!!??)



per i più piccoli c'è davvero l'imbarazzo della scelta: giochini di legno, perline per collane, colori di ogni genere (anche tascabili), una miriade di pupazzetti, e anche...

la pistola spara coriandoli (perfetta per il prossimo carnevale)...



.. e questo giochino che io da piccola ADORAVO : grazie alle diverse rotelle si possono fare bellissimi disegni simil caleidoscopio!


queste sono solamente alcune delle precursate di Tiger, che, ho scoperto poi , essere effettivamente una catena danese, che ha aperto filiali in molti altri paesi tra cui, da poco, anche l'Italia...

'Tiger è nata nel 1995 nella bella Copenhagen. Tutto è cominciato con un piccolo negozio per diventare, nel tempo, una catena di oltre 100 negozi in Europa. Danimarca, Islanda, Gran Bretagna, Germania, Spagna, Svezia, Olanda, Grecia, Lituania, Lettonia, Irlanda e… Italia! 

Il negozio Tiger di Torino, via XX settembre 51/G, è il primo in Italia!
Il nostro obiettivo è proporre ai nostri clienti prodotti di qualità, di design e attenti alla moda, il tutto in un ambiente piacevole ed a prezzi sorprendentemente bassi.
I nostri prezzi sono chiari: tutti gli articoli all’interno del nostro negozio costano 1 Euro, 2 Euro, 3 Euro, 4 Euro, 5 Euro, 10 Euro, 15 Euro o 20 Euro, che è attualmente il nostro prezzo massimo. 

In Danimarca, alla loro prima apparizione, i negozi Tiger provocarono una rivoluzione in ambito commerciale, dimostrando al pubblico che, i buoni prezzi, la qualità e il design dei materiali, possono essere parte dello stesso prodotto.
Questa rivoluzione è il nostro obiettivo per quanto riguarda il mercato italiano.

Io sono entrata nel punto vendita di Corso Vittorio Emanuele II 62, ma a Torino sono presenti altre due negozi:
- Via Nizza 185/c
- Via XX Settembre 51/g

Andate a dare un'occhiata anche voi a questo angolo di Danimarca a Torino... e a scegliere le vostre precursate !!!!